L’istinto di sopravvivenza è quell’emozione che ci porta a fare di tutto per garantire a noi e alla nostra famiglia un piatto a tavola e un tetto sopra la testa. Se questo non accade ci sentiamo deboli e indifesi.

Da tempo, sopravvivere è il concetto fondamentale su cui si basa ogni società. Noi dobbiamo adeguarci agli usi e alle regole della società in cui ci troviamo per mantenere un certo tenore di vita. Altrimenti l’incertezza per il futuro prende il sopravvento.

LA SOPRAVVIVENZA

Una storia che si ripete.

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Nel tempi antichi, quando gli esseri umani vivevano nelle grotte, esistevano dei compiti ben precisi per poter sopravvivere alla giungla selvaggia: gli uomini andavano a caccia e rischiavano la vita per poter sfamare le donne e i figli del villaggio. Le donne invece si prendevano cura dei piccoli e andavano alla ricerca di cibo come frutta, semi e piccoli animali, proteggendo gli infanti dagli attacchi di animali carnivori.

Ai giorni nostri siamo anche qui introdotti in una giungla, ma questa giungla non è fatta di alberi e animali selvaggi. La sua struttura è gerarchica e le sue caratteristiche sono la competizione e la guerra psicologica. Le persone che si svegliano nella società odierna devono fare i conti con la burocrazia, lo smog, la cronaca nera, il lavoro oppressivo, il progresso… Questa è la giungla che non risparmia chi rimane indietro. Non risparmia chi  non può far fronte alle incombenze quotidiane. Non risparmia chi è indeciso. Questo è ciò che definiamo selezione naturale.

Per sopravvivere il processo è semplice: vai a scuola, impara un lavoro per arricchire qualcun’altro e a cui non importa nulla di te, fai dei figli, insegni loro quello che ti hanno insegnato e vai in pensione(se esiste ancora). La cosa che temiamo di più in questo processo è il fallimento :la perdità di soldi, di una casa o del proprio compagno/a a causa di un divorzio, ecc. Queste esperienze creano nelle persone forti e radicate paure. E le paure sono il perno su cui la società fa leva per imporre maggiormente il suo potere.

Chi ha deciso di far parte della società è costretto a sottostare alle sue regole per sopravvivere. Giovanni Verga nella suo celebre opera  “Il ciclo dei vinti” parla della lotta alla sopravvivenza. L’autore nel descrivere questa lotta si avvale della metafora della fiumana del progresso, ovvero descrive l’intera umanità che marcia verso una meta simbolica, evidenziando che le vittime della fiumana stessa  sono i più deboli, in quanto non riescono a stare al passo col progresso e ne vengono inevitabilmente travolti.

Le caratteristiche della persona che ha deciso di sopravvivere sono elencate qui:

  • Vive nella routine.
  • È condizionato dai media.
  • La sua opinione è un riflesso di ciò che gli hanno raccontato.
  • Ha pregiudizi nei confronti di chi non è come lui.
  • Cresce i propri figli a sua immagine e somiglianza.
  • La sua sicurezza è la sua professione e il prestigio.
  • L’ideale più alto è diventare famoso.
  • Concentra le proprie forze su problemi inutili.
  • Ha fatto del lamento il proprio mantra.
  • Si sente troppo piccolo per essere decisivo per un cambiamento concreto.
  • La sua mediocrità è la sua identità.
  • Dà più valore ai beni materiali che alle persone.
  • Conduce la vita a testa bassa senza far valere i propri diritti.
  • Si lamenta dei problemi invece di risolverli.
  • Parla male delle persone intorno a lui e della gente famosa.
  • L’apparenza è ciò che conta di più.

LA VITA

Crollo delle certezze

Quando le cose vanno bene, difficilmente mettiamo in discussione la nostra vita. Ma cosa avviene nel momento in abbiamo una crisi di valori?

Tutto ciò in cui abbiamo creduto viene sostituito da mille dubbi e subentra la confusione. In questo istante ci sentiamo in balia degli eventi e malgrado ciò le strade da seguire sono solo due: fare finta di niente e zittire il grido della nostra anima (alcuni modi per farlo: alcol, droghe, psicofarmaci..) oppure prendere la decisione che questa società dell’apparenza non fa più per noi. La crisi è un opportunità di miglioramento ed è un bene che arrivi. Tuttavia molto spesso le crisi vengono viste come momenti molto cupi e le persone che la sperimentano vengono trattate come malate. Del resto se una persona è troppo diversa dalla moltitudine, significa che ha qualcosa che non va. Corretto?

La Vita inizia quando iniziamo a mettere in discussione tutto ciò che ci hanno raccontato fino al momento della crisi. Non sappiamo più a chi credere, perchè il dialogo interiore si basa su schemi mentali preacquisiti fin dall’infanzia e ora ogni certezza crolla come un castello di carte.

Così inizia il percorso della ricerca della verità. Inizia la ricerca di qualcosa per cui vivere e si viene a contatto con fantomatici guru, gruppi religiosi e associazioni che sembra tengano la verità in mano. La verità è che questi gruppi alimenteranno maggiormente i nostri dubbi e senza rendercene conto saremo già arrivati ad un’età avanzata. Da quel momento in poi ogni volontà di cambiare diventerà mille volte più faticosa di quando eravamo più giovani e flessibili mentalmente.

Una persona che ha deciso di vivere considera il punto di vista degli altri una mera opinione. Ha deciso di ragionare con la propria testa e cerca la verità dentro al suo cuore. Per questo persone del genere sono difficili da manipolare e controllare. Perchè queste persone vivono di Idee.

Il sistema rifiuta queste persone perchè possono distruggere l’operato di secoli di controllo mentale sulla popolazione e così facendo perderebbero il loro trono.

Vivere significa saper apprezzare le piccole cose della vita. Vedere l’amore e in ogni cosa anche se non è piacevole. La mente e l’ego sono condizionati dalla dualità e filtriamo le cose come bene e male, luce e ombra, bello brutto… La verità è che ognuno ha bisogno di fare le proprie esperienze nel bene e nel male, e noi non siamo nessuno per impedirglielo.

A questo proposito cito la legge del Karma: questa legge indica che tutte le tue azioni ti porteranno altrettante reazioni intinte della stessa energia. Le emozioni che sentiamo nell’istante in cui compiamo un’azione determinano la reazione nel futuro. Il nostro subconscio registra ogni cosa ed è un milione di volte più potente della mente conscia (ne parlo in questo post) perciò anche se pensiamo che non ci saranno ripercussioni per il nostro agire, nel subconscio c’è una verità diversa.

Chi ha deciso di vivere si integra nella società per modificarne i falsi valori con Creatività e con Amore. Nel post “Le qualità del Jolly, che sia uno scrittore o no”  di Chiara Solerio mostra le caratteristiche di una persona che vuole fare la differenza con la propria creatività.

Caratteristiche di una persona che ha deciso di Vivere:

  • Parla di Idee.
  • Vive ogni giorno come se fosse il primo della sua vita.
  • Concentra le sue energie sulle soluzioni invece che sui problemi.
  • È indipendente dall’opinione altrui.
  • Non giudica il prossimo senza conoscerlo.
  • È aperto all’iniziativa.
  • È sempre circondato da persone che amano stare con lui.
  • La sua energia è elettrizzante e condiziona il suo ambiente.
  • Trova conforto in pratiche meditative e autoriflessive.
  • La sua crescita è continua.
  • Impara dai suoi errori e dagli errori degli altri.
  • Vuole aiutare incondizionatamente le persone.
  • È in sintonia con la natura e i suoi esseri.
  • Ha una concezione sana del divertimento.
  • È consapevole che ognuno ha i suoi tempi per comprendere.

Quale strada seguire?

Siamo attratti dal progresso e la nostra attenzione è focalizzata su questioni che non hanno nulla a che vedere con i veri problemi della società. Le persone parlano come se andasse tutto bene. Ma le cose non sono come sembrano. Abbiamo tanto su cui lavorare per realizzare una società unita e che non esclude chi è più debole. Permettiamo guerre fraticide, popoli in carestia, distruzione dell’ambiente, sfruttamento eccessivo delle risorse della terra. Tutto ciò avviene in nome del progresso? Niente affatto.

La terra ha risorse in abbondanza per tutti, sono solo distribuite male.

Il progresso, se non è guidato con responsabilità, porterà altra distruzione e altre guerre. E con ciò il popolo avrà sempre più paura e si lascerà guidare da individui che hanno interesse a mantenere l’oppressione e la divisione tra le persone.

Scegliere la strada del Vivere ti permette di aprire gli occhi e guardare il mondo in modo più costruttivo. Tutto ciò che conta in un periodo come questo è essere uniti. Ma prima bisogna sentire l’unità dentro noi stessi. Imparare a conoscerci a fondo, per comprendere meglio le persone che abbiamo intorno.

Quasi tutti sono abituati a esternare le proprie emozioni o a reprimerle, ma pochissimi sono disposti a comprenderle. Chi può farlo se non sei tu stesso? Aspettare che lo faccia un medico, un prete, un politico o un guru non ti darà alcun risultato. Bisogna che entri in te stesso e che scavi nelle profondità del tuo essere. La meditazione è il mezzo migliore per fare questa pulizia profonda. È come svuotare un solaio che da anni è pieno zeppo di roba da buttare. Ci vuole fatica e dedizione.

Ogni persona nasconde al suo interno un potenziale infinito. E solo quando sei pulita/o, sei pronto a farlo vedere al mondo. Se sei disposto a tirarlo fuori, lavorando sulle tue paure e sui tuoi limiti, il mondo impiegherebbe una sola generazione per cambiare radicalmente, migliorando la vita di tutti. La tua è una scelta responsabile. Anche non scegliere è una scelta. Non lasciarti ingannare da falsi leader. Sei solo tu il tuo Leader e solo tu puoi migliorare la qualità della tua vita e quella delle persone hai attorno.

Tu quale strada hai deciso di seguire? Hai qualche caratteristica da aggiungere per le persone che hanno deciso di sopravvivere o di vivere?

Namastè