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Una conquista molto importante per le isole del pacifico quella che si è conclusa il 13 luglio 2016: il governo delle Isole Salomone ha sottoscritto l’accordo Pacific Island Development Forum (PIDF): il primo trattato internazionale al mondo bandisce i combustibili fossili e blocca la creazione di nuove miniere di carbone o estrazione di combustibili fossili e puntare sulle energie rinnovabili.

Il trattato vincola i paesi aderenti a non approvare alcuna attività di estrazione di carbone o altri combustibili fossili, che non devono avere altri sussidi statali. D’altra parte gli stessi paesi hanno l’obbligo di incentivare la creazione di fonti energetiche rinnovabili e di garantire accesso universale a questa energia entro il 2030. Inoltre il trattato dà a disposizione un fondo di compensazione per le comunità che hanno sofferto gli effetti dei cambiamenti climatici e prevede una sezione relativa alle migrazioni legate al clima, in direzione di quella categoria di rifugiati climatici che ancora oggi le Nazioni Unite stentano a riconoscere e formalizzare.

 

Dal Pacifico il primo trattato al mondo contro fossili e cambiamenti climaticiIl PIDF è nato nel 2013 nelle Isole Fiji e oggi conta 14 membri ed esclude importanti stati del quadrante come Australia e Nuova Zelanda, che portano avanti politiche totalmente opposte e mettono spesso il loro dissenso quando si tratta di prendere decisioni sul miglioramento del clima. Di ben altro avviso sono invece i micro-stati del Pacifico che vedono minacciata la loro stessa esistenza dai cambiamenti climatici. Le Isole Salomone, nazione ospitante del forum, ha visto inghiottite dall’oceano 5 isole del suo arcipelago non più tardi dello scorso maggio, a causa dell’innalzamento dell’acqua.

Il testo del trattato è stato redatto dal Pacific Island Climate Action Network (PICAN), una coalizione di Ong che ha fatto proprio lo spirito migliore della COP21 di Parigi. Il risultato è un testo che può certamente apparire utopistico: difficile pensare che venga accolto positivamente dalle nazioni più industrializzate e dai grandi inquinatori. Ciò nonostante, per il PICAN questa mossa “manderà un potente segnale a mercati, governi e società civile di tutto il mondo e cioè che la fine dei combustibili fossili è vicina, e le Isole del Pacifico agiscono non come vittime del climate change ma come agenti di cambiamento”.

Siamo dentro a una rivoluzione senza precedenti. Partecipare attivamente a tutto questo cambiamento positivo non è solo un nostro diritto, ma un dovere per rendere il nostro pianeta più accogliente e migliore sotto ogni aspetto.

Fonte: rinnovabili.it