Un’impresa senza precedenti si è conclusa il 25 Luglio 2016 alle 4.05, quando l’aereo Solar Impulse ha concluso il giro del mondo ed è atterrato ad Abu Dhabi, senza usare nemmeno una goccia di carburante. Una visione rivoluzionaria che smonta ogni certezza anche tra i più scettici.

Un nuovo modo di concepire l’energia

Oggigiorno sempre più persone e governi si stanno mobilitando per migliorare la situazione climatica del nostro pianeta. Con il contributo degli svizzeri Bertrand Piccard e André Borschberg, siamo certi che molte cose cambieranno nel settore dell’aeronautica.

Dopo più di 43mila chilometri e 17 tappe attraverso quattro continenti in 16 mesi, Solar Impulse 2 ha superato con successo l’ultimo tragitto del giro del mondo. Il suo primo volo, il 9 marzo del 2015, è stato nella stessa Abu Dhabi dove è atterrato l’altro ieri, concludendo con successo l’impresa. Il progetto ha richiesto un budget di 90 milioni di euro e hanno contribuito gli ingegneri svizzeri di Schindler e i colleghi belga produttori di prodotti chimici Solvay, scommettendo su un aereo alimentato dalle celle solari.

 

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Bertrand Piccard e André Borschberg

Solar Impulse 2: il futuro delle energie rinnovabili

Il Solar Impulse 2 è il primo aereo solare che può volare anche di notte, ma per farlo ha bisogno delle lunghe giornate estive che consentono di accumulare l’energia dei raggi del sole. Progettato dal Politecnico di Losanna, è un velivolo in fibra di carbonio dall’apertura alare di 72 metri, più di un Boeing 747, ma con un peso di appena 2.300 kg. Sulle ali trovano posto oltre 17mila celle fotovoltaiche in silicio, che danno energia a 4 motori elettrici e caricano oltre 630 kg di batterie al litio grazie a cui l’aereo può volare per più notti consecutive (nella tappa dal Giappone alle Hawaii, l’estate scorsa l’aereo è stato in aria sopra il Pacifico per 5 giorni e 5 notti). Per ora può trasportare soltanto una persona e la sua velocità media si aggira intorno ai 75 chilometri orari oltre al peso eccessivo delle batterie. Limiti che lasciano immaginare quanto si è ancora lontani dal poter immaginare di viaggiare su un aereo di linea a trazione solare, però è un grande passo verso un futuro senza emissioni di CO2 da parte dei veicoli.

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L’impegno e la perseveranza dei due piloti gli hanno portati al successo

Anni ad essere considerati come eccentrici, per non dire folli, ma loro non avevano dubbi. Bertrand Piccard e André Borschberg sapevano che volare intorno al mondo senza carburante era fattibile. Ma come in ogni progetto ambizioso non potevano mancare gli imprevisti: l’amarezza è quella della resa obbligata, seppur temporanea: il giro del mondo avrebbe dovuto concludersi l’estate scorsa, ma a luglio un grave problema alle batterie aveva costretto il velivolo a una sosta forzata di 9 mesi alle Hawaii in attesa della nuova bella stagione. Tutto questo non è bastato ad fermare i due piloti a concludere la loro impresa. Così il Solar Impulse 2, l’aereo alimentato solo con l’energia del sole, è atterrato ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti, da dove l’8 marzo 2015 era iniziata la sua circumnavigazione del globo. Missione compiuta per un progetto che ha un obiettivo ancora più ambizioso del volare senza carburante.

«Ho lanciato questo progetto nel 2003 per trasmettere il messaggio che le tecnologie pulite possono compiere l’impossibile», ha scritto Piccard in un tweet. «Perché quindi non sognare, non provare ancora», ha aggiunto, proponendo la creazione di un comitato internazionale per le energie pulite, per «consigliare i governi» e «lottare contro il cambiamento climatico»

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«Il Solar Impulse ha volato per oltre 40mila chilometri senza carburante, ma con una scorta inesauribile di energia e ispirazione», ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, in collegamento radio con Piccard durante l’ultima tappa.«È un giorno storico per l’umanità. Oggi avete concluso il vostro giro del mondo, ma il viaggio verso un futuro più sostenibile è appena iniziato».

Un futuro, questo, per cui i due pionieri vogliono continuare a spendersi.«Sono certo che tra 10 anni vedremo aerei elettrici trasportare 50 passeggeri su tratte brevi e medie», ha detto Piccard.«E le tecnologie pulite usate sul Solar Impulse 2 possono essere usate anche sulla terraferma, nella vita di tutti i giorni, per dimezzare le emissioni di CO2. Il Solar Impulse – ha concluso – è solo l’inizio. Ora andiamo avanti!».

Un futuro in salita per questo progetto e possiamo solo ammirare l’altruismo di questi due grandi uomini. E noi, come possiamo contribuire alla situazione climatica del pianeta? C’è qualcosa che possiamo fare per migliorarla? Troviamo nel nostro piccolo qualche abitudine da cambiare per portare beneficio a noi e al pianeta! Forza!