“la vita è come una commedia, non importa quanto è lunga, ma come è recitata”

Seneca

 

La nostra epoca è segnata da grandi progressi importanti ma spesso non sono a vantaggio dell’uomo e della natura. Anzi sono più distruttivi che utili. Il numero di malattie in quest’epoca è il più alto di tutti i tempi della vita dell’uomo sulla terra.

La nostra società purtroppo è molto nevrotica, stressata e ansiosa. Ma perché siamo in questo stato?

La causa è la struttura gerarchica della società ma soprattutto come noi reagiamo a questo.

Cosa significa ciò?

Prendiamo un esempio classico di una giornata abituale di un impiegato che chiameremo Fabio:

 

La vita di Fabio

 impiegato-frustrato

Sveglia alle 7, colazione con il giornale o la TV dove ne sente di cotte e di crude tra omicidi, terrorismo e guerre (la tensione inizia a salire). Si veste in fretta ma esita nel scegliere la cravatta: blu o gialla? Esce di casa, prende l’auto e rimane imbottigliato nel traffico (la tensione aumenta). Fabio ora è dentro la giungla con un leggero ritardo e ha già un diavolo per capello. Trova del lavoro arretrato, ciò significa che il collega stronzo non l’ha finito il giorno prima, probabilmente per uscire prima a bersi uno spritz nella movida cittadina (la tensione è arrivata a livelli insopportabili). Lavora come un forsennato ed è già pausa pranzo (un attimo di sospiro). Ha fame. Deve correre al bar prima che arrivano gli operai del cantiere di fianco all’ufficio. Niente da fare, sono già là. Ordina un panino e nel frattempo guarda il telegiornale sulla TV del bar. Il panino arriva dopo quaranta minuti e gli tocca mangiarlo in 5 minuti, bere un bicchiere d’acqua per non strozzarsi e un caffè per riprendere lucidità (che non farà altro che aumentare la tensione). Torna in ufficio di corsa. Riprende il lavoro e si accorge che gli manca del materiale (la tensione arriva a livelli stellari), chiama i vari uffici e se lo fa mandare via mail. Si blocca il terminale e rimane senza PC (la tensione è arrivata a livelli Astronomici e manca poco che gli salti un nervo). Finita la giornata lavorativa si procede verso casa. Rimane imbottigliato nel traffico, di nuovo. Tornato a casa, sua moglie lo sgrida per non aver buttato la spazzatura (pure questa?!?). Fabio può finalmente rilassarsi… No. I bambini urlano e corrono per tutta la casa e non riesce nemmeno a sentire la TV a causa di tutto quel casino. La cena è pronta. A tavola la moglie gli ricorda che nel weekend si andrà a trovare la suocera (tensione a livelli epici). Finalmente dopo cena Fabio può rilassarsi e leggere un libro o guardare altra TV(ancora?!), mentre sua moglie si lamenta perché non le dà abbastanza attenzioni, ma dopo 20 minuti del suo monologo preferito finalmente smette. È ora di dormire ma non riesce a prendere sonno perchè è talmente agitato che potrebbe fare 100 giri del quartiere senza fermarsi. Dorme alle 2.30. Il giorno dopo si ricomincia, più stanchi del giorno precedente.

 

Il velo dell’illusione

 

Questa è una caricatura della giornata classica di un impiegato che si avvicina molto alla realtà. Ora a parte l’ironia nascosta nella storiella, capiamo tutti che c’è un fondo di verità in questo.

La cosa più inquietante è che molto spesso le persone non si accorgono di essere in questo clima di tensione continuo e conducono la propria esistenza senza estrarre nulla di significativo dalle situazioni in cui vengono coinvolte.

Sono perseguitate da queste incombenze e dimenticano completamente cosa significa vivere. Quando erano bambini ogni cosa diventava un gioco nuovo, le prime conquiste che sprigionavano delle bellissime emozioni, i primi amori, le prime grandi lezioni… Con il tempo ci si dimentica di questo. Con il tempo si perde la capacità di provare emozioni positive.

La società non aiuta è vero, ma un grande uomo disse una volta: sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

Con ciò voglio dire che anche se le situazioni non sono a nostro vantaggio, cambiando il nostro modo di relazionarci con noi stessi, cambieranno anche le situazioni che abbiamo intorno. A questo proposito ho scritto l’articolo Vita armonica e appagante, 5 consigli per essere un osservatore consapevole in cui parlo della mia esperienza su come sto diventando sempre più consapevole delle mie emozioni e di ciò che mi circonda.

È un lavoro arduo e significativo e la cosa più bella di ciò è che rimarrà dentro di noi come un tesoro intangibile, fino alla fine dei nostri giorni su questa terra. La persona che coglie questo è una persona saggia. La persona saggia sa che se si presentano determinate circostanze è perché devono imparare qualcosa da esse.

La cosa che frena molti dal cambiamento è la difficoltà. Quando siamo disposti al cambiamento arrivano le situazioni che più di tutte ci fanno paura. Ed è quello il momento in cui bisogna tirare fuori il coraggio e affrontarle con occhi diversi. Anche se ci fanno paura, ricordiamo che siamo persone diverse dal passato e ora siamo pronti per affrontarle in maniera più matura.

Questo cambiamento va fatto se non vogliamo vivere una vita mediocre e senza senso. Molto spesso, soprattutto nella società in cui viviamo, se non stiamo attenti ci possiamo far travolgere dalle emozioni represse e commettere azioni che difficilmente riusciremmo a perdonarci. Quando questo non accade arrivano le malattie.

 

Quando il corpo si ammala

 

Le malattie sono allarmi del nostro corpo che indicano che lo stiamo mettendo sotto pressione. La causa è sempre legata a ciò che pensiamo di noi e a ciò che facciamo abitualmente nel corso delle giornate. Purtroppo queste energie se vengono accumulate negli anni, possono generare veri e propri disturbi fisici, che portano alle malattie.

Per esempio lo stress accumulato da Fabio può sfociare in una malattia grave che non gli permetterà più di fare quella vita. Il suo corpo lo ferma. Questo può accadere per l’eccesso di energia di tensione che ha accumulato, a causa dalle cose non dette, lavoro eccessivo, tensioni tra famigliari e colleghi, faccende burocratiche ma anche cose che sembrano innocue come come vestirsi la mattina.

La richiesta del corpo è: rilascia questa energia perché ti stai ammalando. Per questo è necessario fare spesso delle attività per sfogare l’energia per mantenere un equilibrio tra corpo, mente e spirito.

 

Il rilascio di energia

 

Esistono moltissimi metodi per rilasciare l’energia o sfogarla. Lo sfogo non è però da intendere su una persona. Quello può solamente aumentare lo stress.

Fare attività fisica contribuisce al rilascio di energia: corsa, nuoto, giocare a pallone, tennis, rugby, fare arti marziali e tutte le attività sportive dinamiche.

Anche le attività artistiche aiutano al rilascio di energia: disegnare, scrivere, cantare, scolpire, fare decorazioni, creare oggetti e tutte le attività che implicano l’uso della creatività.

Personalmente accompagno le mie attività quotidiane a delle sessioni di meditazione e alla pratica delle arti marziali.

Le arti marziali per esempio per me non sono solo una serie di pugni e di calci senza criterio, ma mi permettono di imparare a percepire e a indirizzare l’energia corporea nei punti in cui sento degli scompensi.

La meditazione poi per me è una filosofia di vita. Quando sono equilibrato dentro nulla può farmi vacillare all’esterno.

Per questo consiglio sempre a tutti di fare una meditazione di 15-30 minuti prima di coricarsi e visualizzare le tensioni che si sciolgono. Consiglio anche di accompagnare la meditazione della musica rilassante. Youtube è pieno di questa musica. Dopo il rilascio ci sentiremo molto stanchi e una bella dormita quel che ci vuole per rigenerare il corpo, mente e lo spirito. Il giorno dopo ci sentiremo molto energici e pronti per affrontare la giornata, affrontando gli eventi con uno spirito sereno per evitare di accumulare altro stress.

Alla luce di quello che hai appena letto di pongo due domande molto semplici:

Come affronti le incombenze quotidiane? Ti capita di sentirti stressata/o durante le giornate o sei serena/o?

Scrivi le risposte nei commenti così possiamo parnarne insieme 🙂