Quando siamo in uno stato di apatia tutto diventa più difficile e ogni cosa, anche la più banale ci sembra una montagna da scalare. Questo accade perchè la nostra abitudine a fare le stesse cose ha ucciso la nostra voglia di fare. Siamo in un perenne stato di confusione e incostanza. L’incostanza deriva dal fatto che ogni cosa ha perso colore e la nostra vita è ormai monotona e senza stimoli. Ma come uscire da questo circolo vizioso?

Bella domanda!

Molti blogger consigliano di fare una nuova attività ogni giorno, altri consigliano di uscire e fare nuove conoscenze, altri dicono di programmarsi la giornata mentre altri ancora dicono di lavorare di mattina. Personalmente penso che siano tecniche che posso aver funzionato per quelle persone che hanno scritto quei consigli ma che possono non funzionare per la maggior parte delle persone. Siamo tutti diversi e ogni consiglio può valere per pochi come per nessuno. La verità è che ognuno ha bisogno di fare le proprie esperienze e anche l’apatia è un’esperienza che ha bisogno di essere vissuta e accettata. Nel mio caso l’apatia è stata e a volte è ancora presente, non vi voglio dire bugie, e per come la vivo io è difficile uscirne quando il colore perde ogni sfumatura. La cosa che mi ha insegnato questa cosa è l’importanza di un’obiettivo. Quando sei concentrato in un punto è più facile raggiungerlo almeno per superare la confusione. L’obiettivo è qualcosa che ti porta all’azione e quando è presente l’azione, anche a piccoli passi molto lenti, la reazione è sempre piacevole. Iniziano ad arrivare novità le persone vorranno collaborare con te e tutto diventa più semplice. Ma questo a volte non basta perchè l’obiettivo anche se chiaro bisogna avere il Coraggio per raggiungerlo. Non nego il fatto che il coraggio a volte mi manca, perchè mi faccio prendere dalle paure di riuscire. Esatto di riuscire non il contrario. Questo perchè mi accade? Personalmente penso che la paura di riuscre sia più profonda di quella di non riuscire.

Qualche tempo fa avevo la paura di non riuscire e questo mi ha provocato molte difficoltà nell’affrontare le incombenze della mia vita cercando sempre qualche soluzione facile e veloce per risolvere i miei problemi. Mi sono reso conto presto che non esiste un modo facile e veloce per risolvere i miei problemi. Da lì è nata l’intenzione di formarmi in qualcosa che mi piace fare e iniziare a coltivarla. Mano a mano che andavo avanti mi sentivo sempre più sicuro di quello che facevo perchè sentivo che le nuove conoscenze iniziavano a sostituire le vecchie. A me piace molto leggere le persone e in base ai loro comportamenti vedere quali sono le cause dei loro disagi. é una cosa che mi riesce bene questo grazie anche alle conoscenze che ho acquisito durante la mia vita e i libri che mi hanno aiutato. Penso però che io abbia avuto una predisposizione dalla nascita per questo argomento. Questo cosa c’entra con la paura di riuscire?

Sono consapevole che in questi anni ho imparato moltissime cose in fatto di psicologia umana, ma questo non mi basta per raggiungere il mio obiettivo: quello di aiutare gli altri a migliorare la propria esistenza. Ho capito che non posso aiutare nessuno se prima non risveglio in me quella scintilla che mi sprona ad indirizzare ogni mia forza verso uno scopo. La cosa difficile in questo è mettere in comunione d’intenti, i miei tre cervelli, ogni cellula e ogni atomo verso il mio obiettivo.

La paura di riuscire nasce dal fatto che le mie energie sono disperse e non sono indirizzate tutte in un unica strada. La mia strada.

Penso che la stragrande maggioranza delle persone che ora sitrovano in difficoltà a portare avanti i propri progetti abbiano il mio stesso problema. Come abbatere questa paura dunque?

Prima di abbattere questo muro bisogna andare alla radice della paura: mi spiego meglio. Ogni persona nella propria vita accumula in sè diverse espeirenze che la portano a cambiare direzione e scegliere come portare avanti la propria vita. Queste scelte molto spesso sono condizionate dalla paura di dover affrontare i propri fantasmi. I nostri fantasmi sono più forti della nostra forza di volontà. Quando sappiamo invece dove è nata questa paura possiamo lavorare su di essa ed estirparla.

Per estirpare le paure ci sono diversi metodi che ci insegnano i grandi maestri e soprattutto l’esperienza. Ne elencherò un paio per dare la possibilità a tutti di trovare le proprie paure e di lavorarci sopra:

Il primo metodo che io utilizzo è l’introspezione. Quando medito cerco di ascoltare la mia energia e la direzione che prende. Quando siamo in stato di meditazione riusciamo a valutare meglio la nostra vita, comprendere meglio le energie depotenzianti e sfruttare al meglio l’energia potenziante. Cercare all’interno di sè esperienze dolorose può aiutare a rievocare quei ricordi e accettarli senza giudizio. Ci vuole forza di volontà e attitudine al cambiamento. Osservare la direzione che questa paura prende e provare a comprenderla. All’inizio sarà difficile ma un passo alla vota riusciamo ad accettarla e lasciarla andare. Quando tiriamo fuori le nostre paure, la conseguenza all’esterno è quella che ci capiteranno le stesse esperienze, con personaggi differenti che hanno creato quella paura. Questo però non deve spaventarci ma rassicurarci che sarà la volta buona per superare i nostri limiti. L’apatia è un emozione che non ci lascia molto spazio di manovra però il modo migliore per sconfiggerla è accettare di essere apatici e senza energie. Le nostre energie si disperono in attività che non appagano il nostro Io interiore. Per questo rimaniamo senza energia.

Il secondo metodo che molti sicuramente conoscono è l’ipnosi regressiva. L’ipnosi regressiva è usato dagli psicologi per fare entrare un paziente in uno stato di coscienza alterata per permettere ai ricordi dolorosi di essere rievocati. Devo aggiungere che il nostri ricordi dolorosi molto spesso vengono sepolti nel nostro inconscio in profondità e che riemergono sotto forma di paure ingiustificate e ansie. Noi ormai non siamo più consapevoli di cosa ha generato quella paura ma nell’incoscio c’è sicuramente scritto il motivo. Quando siamo in stato di ipnosi riusciamo a ricordare questi momenti perché siamo all’interno del’nostro inconscio, la macchina biologica più potente al mondo, e possiamo tramite la guida dello psicologo rievocare tutto ciò che ha generato i nostri disagi. Per esempio una persona che non piace stare in mezzo alla folla è perchè forse quando era piccolo veniva trattato male da tutti. Una persone incapace di amare un partner è perchè non ha avuto amore dalla propria madre o dal proprio padre, Una persona che è apatica è forse perchè in passato non ha visto valorizzare il proprio lavoro o la propria buona volontà.

Un altro metodo è la PNL di Richard Bandler e Owen Fritzgerarld, il primo è il maestro, dove Bandler parla ai suoi pazienti come se volesse assecondare le loro paure per fargli vedere quanto è assurda e insensata. Per esempio ricordo un aneddoto del libro PNL è Libertà dove un paziente di Richard gli rivela che vuole suicidarsi e il maestro gli protende di fronte un taglia carte dicendogli che lo avrebbe aiutato a farlo. Il paziente dopo questo gesto gli disse che non aveva nessuna intenzione di farlo e si rese conto di quanto fosse stupido quel pensiero.

Ora che abbiamo tirato fuori la nostra paura e abbiamo iniziato il lavoro di pulizia dobbiamo sostituirla con nuovi pensieri e nuove affermazioni. La creatività nasce da questo: Iniziare dalla base a formare la nostra persona a fare ciò che realmente desidera.

Il secondo passo è chiederci qual’è il nostro obiettivo.

Quando abbiamo chiaro un obiettivo sarà più facile indirizzare la nostra energia verso di esso. Non metterti alcun limite a decidere il tuo obiettivò e soprattutto, anche se è un’obiettivo troppo ambizioso non parlare a te stesso con frasi com”non si realizzerà mai” o “è troppo difficile”. Sono frasi depotenzianti che condizionano la nostra mente ad allontanare la nostra meta. Impariamo invece a dirci” un passo alla volta raggiungerò il mio obiettivo” oppure “la cosa più bella di raggiungere il mio obiettivo è il viaggio”.

Possono aiutarti delle sessioni di meditazione per riuscire a focalizzarti meglio sulla tua meta: mentre stai meditando focalizzati sul passo sucessivo che ti avvicinerà sempre più all’obiettivo e potrai disporre di qualche idea per raggiungerlo.

Dopodichè mettiti seduto alla tua scrivania con un foglio e una penna e scrivi tutte le idee che ti vengono e abituati ad avere con te un taccuino e una penna per poter scrivere in ogni momento della giornata.

Ricorda però che quando ti viene un’idea di non giudicarla nella maniera più assoluta:

Ti elenco qui sotto alcuni punti da evitare nella produzione di nuove idee per mantenerle genuine e geniali:

Non giudicarle e cerca di essere flessibile.

Non commentarle.

Non correggerle.

Non mettere in pratica, non è ancora il momento.

Non preoccuparti del come, quello arriverà strada facendo.

Non guardare indietro, ti condizionerà troppo.

non scoraggiarti.

Questi sono i punti da seguire per aprire la mente al pensiero creativo. Dopo che hai elencato la tua bella lista di idee, inzia a rivederle. Solo allora potrai iniziare a dire quale siano da seguire e quali da tenere in sospeso. Non cancellarne nessuna e cerca di mantenere questo ritmo di creazione di nuove idee ogni giorno.

Una volta che hai raccolto le idee con più potenziale inizia ad elaborarle: come posso realizzarla e legarla con il mio obiettivo? Non preoccuparti se non c’entra granchè con il tuo obiettivo e continua sulla tua strada. Ricorda che è solo provando che riuscirai a raggiungere l’autorealizzazione.